Il castagno, il picchio verde, il ghiro e il cinghiale e i funghi…questi sono solo alcuni degli esseri viventi che costituiscono l’ambiente del bosco e sono strettamente connessi fra di loro. Ecco ciò che hanno scoperto ed osservato gli alunni delle classi prime della secondaria di Eupilio, nell’uscita legata all’ Accoglienza e al progetto BoScati di lunedì 28 settembre. Come attenti detective, infatti, guidati dagli esperti Tommaso e Silvia, supportati dagli insegnanti, tutti hanno avuto l’opportunità di osservare la vita nel castagneto dei boschi tra Canzo e Castelmarte, alla ricerca di tracce di animali, di alberi e funghi, di insetti.

Dopo un breve percorso su strada, il gruppo si è addentrato nel bosco e le guide hanno invitato tutti al silenzio e all’osservazione minuziosa di ciò che li circondava. E’ stato possibile allora notare le impronte di una faina, i buchi praticati da un picchio verde sul tronco di un albero, il segno del passaggio di piccoli cinghiali visibile sulla corteccia degli alberi.
Ad un certo punto questa osservazione si è fatta ancora più attenta. Gli alunni, divisi in sei gruppi, sono stati sguinzagliati ai lati del sentiero alla ricerca di tutto ciò che fosse degno di nota. I ragazzi, collaborando fra loro, hanno accumulato i più diversi “reperti”: dai comuni ricci con le castagne ai funghi violacei…addirittura al cranio di una capra!
Purtroppo non è mancato il ritrovamento di alcuni oggetti lasciati dall’uomo: bottiglie di vetro e plastica, dei sacchetti, un paio di occhiali da sola e addirittura la gomma di un’auto….
Quindi, dopo una rifocillante merenda, il cammino è proseguito verso la meta succesiva… un grande prato dove poter consumare il pranzo e giocare.

Ma l’osservazione e le riflessioni sull’ambiente bosco non erano finite… Gli alunni, suddivisi nei gruppi del mattino, si sono sistemati in cerchio. A tutti Tomaso e Silvia hanno affidato l’immagine di un elemento del castagneto: il castagno, il capriolo, il cervo volante, il biacco…. Poi ad ognuno è stato fatto passare un gomitolo di spago. Ciascuno ne reggeva un pezzo e lo passava ad un altro compagno fino a formare un reticolo. Questo voleva rappresentare la stretta connessione tra ogni essere vivente all’interno di un habitat: basta che ad uno solo di questi elementi succeda qualcosa per mettere in pericolo l’intero ecosistema.

Quindi, tra risate ed il vociare allegro di ragazzi e ragazze, il cammino è ripreso verso il punto di partenza.
I ragazzi hanno mostrato interesse e voglia di mettersi in gioco, di collaborare e di stare insieme.
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