Nelle ore di letteratura la classe 3B di Pusiano, guidata dalle professoresse Troiani e Baruffini, ha portato avanti un progetto vivace e creativo intitolato “Velocità, luce e parole”. Un percorso che ha trasformato i ragazzi in piccoli futuristi pronti a sperimentare linguaggi nuovi e a reinterpretare in chiave moderna lo stile travolgente del movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti.
Dalla teoria alla sperimentazione
Il progetto è iniziato con la lettura e l’analisi di alcuni passaggi del Manifesto del Futurismo del 1909. Le parole di Marinetti — forti, provocatorie, a tratti scandalose — hanno acceso il dibattito in classe:
- Cosa significava rifiutare il passato?
- Perché i futuristi celebravano velocità, progresso e rumore?
- Che cosa, oggi, potrebbe essere considerato “futurista”?
Da queste domande è partita la riflessione che ha guidato tutta l’attività successiva.

Scrivere un manifesto: quando la parola diventa energia
Divisi in gruppi, gli studenti hanno scritto un loro Manifesto futurista di classe, scegliendo temi vicini alla loro quotidianità — sport, musica, scuola, moda, cucina — ma adottando lo stile tipico dei futuristi: frasi brevi e forti, ritmo veloce, parole in libertà, ripetizioni energiche. Un esercizio che ha permesso ai ragazzi di scoprire quanto liberatorio e creativo possa essere giocare con una lingua meno “regolata”, più impulsiva e sonora.
Dalla parola alla performance
I manifesti sono poi diventati piccole performance di lettura espressiva: voce alta, gesti decisi, ritmi, battiti, rumori che imitano le atmosfere futuriste. Un modo per riscoprire la fisicità della parola e il potere comunicativo della voce.

I prodotti finali del progetto
Il percorso si è concluso con la realizzazione di alcuni prodotti creativi:
- Manifesti visivi: cartelloni ricchi di colori accesi, linee oblique, parole in movimento, frecce e forme dinamiche, proprio come facevano i futuristi per rappresentare energia e velocità.
- Realizzazione di un abito: gonna lunga verde bosco, cangiante, taglio a sirena e materiale destrutturato….proprio secondo la filosofia futurista!
- Composizione di una canzone: “Caos” musica rap su testo futurista con l’ausilio di un’ App di intelligenza artificiale
- Registrazioni di podcast: i testi si trasformano in tracce audio, dando voce ai manifesti attraverso interpretazioni personali e originali.

Un’esperienza da ricordare
“Velocità, luce e parole” è stato molto più di un semplice laboratorio di letteratura: è stata un’occasione per unire scrittura, lettura espressiva, arte, oralità e competenze digitali.
La 3B ha esplorato un modo diverso di raccontare se stessa, scoprendo che la letteratura può essere un gioco, una sfida, una forma di libertà. Un progetto che ha dimostrato come le parole, quando si muovono veloci, possono davvero accendere la fantasia.
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