“Semi di legalità”: un percorso di crescita civile

Con il progetto “Semi di legalità”, la 3B riflette su mafia, giustizia e cittadinanza attiva, tra letture, testimonianze e l’Albero di Falcone.

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Nel corso dell’anno scolastico, la classe 3B ha partecipato al progetto “Semi di legalità”, coordinato dalle professoresse Baruffini e Troiani. L’iniziativa ha guidato gli studenti in un percorso di riflessione e approfondimento sul tema della legalità, con l’obiettivo di sviluppare una maggiore consapevolezza civica, promuovere il rispetto delle regole e rafforzare i valori della responsabilità e della partecipazione attiva alla vita della comunità.

Il progetto è partito dalla definizione del concetto di legalità, intesa non solo come rispetto delle leggi, ma come scelta quotidiana di comportamento basata su giustizia, solidarietà e rispetto degli altri. Da questa prima riflessione, gli alunni hanno avviato un’esplorazione più ampia del tema, affrontando argomenti complessi come la criminalità organizzata e il ruolo della società civile nel contrastarla. In questo contesto è stato approfondito anche il legame con l’Agenda 2030, che richiama l’importanza di costruire società pacifiche, giuste e inclusive.

Particolarmente significativa è stata l’analisi di alcune testimonianze e figure simbolo dell’impegno contro la mafia. Gli studenti hanno conosciuto la storia di Peppino Impastato, esempio di coraggio e di opposizione alla cultura mafiosa, riflettendo sul valore della libertà di parola e dell’impegno civile. Allo stesso tempo, è stata presentata l’esperienza dell’associazione Foggia Libera, che lavora sul territorio per promuovere la cultura della legalità e contrastare la criminalità organizzata attraverso iniziative educative e sociali.

Il percorso è proseguito con lo studio della strage di via D’Amelio, tragico evento della storia italiana che costò la vita al magistrato Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta. L’analisi di questo episodio ha offerto agli studenti l’occasione per comprendere il sacrificio di chi ha lottato per la giustizia e per la difesa delle istituzioni democratiche.

A questo momento di approfondimento storico si è affiancata la lettura del libro “Per questo mi chiamo Giovanni”, un testo capace di avvicinare i ragazzi alla figura del giudice Giovanni Falcone attraverso una narrazione coinvolgente e accessibile. La lettura ha favorito il dialogo in classe, stimolando domande, riflessioni e discussioni sui temi del coraggio, della responsabilità personale e dell’importanza di scegliere sempre da che parte stare.

Il progetto si è concluso con un laboratorio creativo, durante il quale gli alunni hanno realizzato in aula l’Albero di Falcone. I rami dell’albero sono stati decorati con pensieri, parole, disegni e riflessioni personali, frutto del percorso svolto insieme. L’attività ha rappresentato un momento simbolico e partecipato, in cui ciascun ragazzo ha potuto lasciare il proprio “seme” di legalità.

A coronamento del progetto, il 26 marzo la classe parteciperà a un’uscita didattica a Giussano, presso “Casa Nostra”, dove gli studenti visiteranno un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività. L’esperienza permetterà di vedere concretamente come ciò che è stato sottratto alla mafia possa diventare bene comune, luogo di incontro e di nuove opportunità per il territorio. La giornata sarà arricchita anche da attività laboratoriali, pensate per coinvolgere attivamente gli studenti.

Il progetto “Semi di legalità” ha rappresentato per la classe 3B un’importante occasione di crescita, permettendo ai ragazzi di conoscere pagine fondamentali della storia recente del nostro Paese e di riflettere sul proprio ruolo di cittadini. Attraverso lo studio, il confronto e le attività creative, gli studenti hanno compreso che la legalità non è un concetto astratto, ma un valore da coltivare ogni giorno, proprio come un seme che, con cura e impegno, può crescere e dare frutto nella società di domani.